La fosfatidilcolina per riparare il fegato

Indipendentemente dall'origine della patologia, la fosfatidilcolina è una risposta mirata. L'azione regolatrice della fosfatidilcolina e l'assenza di effetti collaterali la rendono la prima scelta nei trattamenti epatici.

La fosfatidilcolina è una componente essenziale delle membrane delle cellule epatiche. Essa le rinforza per rispondere prontamente agli attacchi esterni, coadiuvandole nella loro funzione di filtro e permettendo di ridurre l'infiammazione catturando i radicali liberi.

Grazie alle sue molteplici azioni, le cellule epatiche vivono più a lungo e questo emerge anche dalle analisi del sangue con una diminuzione dei livelli di AST, ALT e gamma GT, indipendentemente dall'origine del problema.!

L'azione della fosfatidilcolina è clinicamente dimostrata e si basa su una vasta esperienza internazionale che è oggetto di numerosi studi scientifici.

Malattie del fegato legato all'alcol

In caso di malattie del fegato indotte dall'alcol, la fosfatidilcolina gioca un ruolo importante.

Come si legge nella pagina Problemi, un abuso di alcol crea dei metaboliti pericolosi per il fegato e che portano a una steatosi, causata della loro azione sulle cellule e sul ciclo di sintesi del colesterolo. Studi clinici hanno verificato gli effetti della fosfatidilcolina su un fegato affetto da steatosi alcolica.

Un primo studio su una quarantina di pazienti affetti da steatosi alcolica mostra che l'assunzione di una dose da 1800mg di fosfatidilcolina al giorno permette una riduzione significativa delle AST e ALT.

Un recente studio clinico sullo stesso problema mostra che dopo 3 mesi di trattamento con fosfatidilcolina le AST e ALT diminuiscono rispettivamente del 28% e del 30%, ma l'effetto è ancora più visibile sulla gamma-GT: fino al 60% !*

*Studio: Turecky, L, V Kupcova. 2003. “Plasma Lipid Parameters in Patients with Alcoholic Fatty Liver after Treatment with Essential Phospholipids.” Bratislavské Lekárske Listy 104 (7-8) (January): 227–31.

Medicinali

Quando si assumono medicinali, questi vengono assorbiti, entrano in circolo nel sangue e devono poi essere eliminati. Il fegato è l'organo che svolge il maggior numero di azioni per eliminare queste sostanze dal nostro organismo. Sono queste sostanze che possono avere un effetto nocivo sul fegato e portare a infiammazione e alla conseguente morte delle cellule. Quindi a un aumento delle transaminasi. La fosfatidilcolina agisce anche in questi casi clinici.

Alcuni medicinali risultano pesanti per il fegato, ad esempio i medicinali contro la tubercolosi e le terapie anti-HIV. I risultati dello studio riportato di seguito mostrano che, anche continuando questi trattamenti anti-HIV, le AST migliorano di pari passo con le condizioni generali del fegato.

*Studio: Otegbayo J, Livolin ameliorates elevations in alanine transaminase in HIV infected patients commencing highly active antiretroviral therapy. Afr J Med Med Sci. 2012;41(4):417–22.

Alimentazione ricca

Le due maggiori cause di un'alimentazione troppo ricca (zuccheri e grassi) aumentano i livelli dei trigliceridi e del colesterolo nel sangue. Il fegato si ritrova quindi affaticato e assimila i grassi, come un filtro che si satura. Il fegato sviluppa una steatosi. Questa prima situazione è inquietante, poiché può degenerare in fenomeni più gravi come la cirrosi (vedere la pagina Problemi).

I risultati dello studio riportato di seguito mostrano gli effetti della fosfatidilcolina anche in questo caso clinico. I pazienti che avevano assunto 1800mg di fosfatidilcolina hanno notato una netta diminuzione dei loro tassi di AST e ALT rispettivamente del 25% e del 49%.

Sostanze tossiche

Quando il nostro organismo entra in contatto con sostanze tossiche, il fegato che filtra il sangue ne entra anch'esso in contatto. Queste sostanze possono essere ad esempio metalli pesanti (piombo, arsenico, mercurio) o pesticidi. Il fegato viene attaccato dai radicali liberi che provocano la morte delle cellule epatiche.

In uno studio scientifico è stata testata l'efficacia della fosfatidilcolina su pazienti affetti da steatosi indotta da sostanze tossiche industriali (a causa di un'esposizione prolungata a determinate vernici tossiche). In questo caso, non sono gli enzimi ad essere stati misurati, ma la grandezza del fegato e l'infiltrazione di grasso, che sono due sintomi della steatosi.

Si è notato che dopo 90 giorni la taglia del fegato diminuisce grazie alla fosfatidilcolina e che l'infiltrazione di grasso diminuisce notevolmente.

*Holoman J & al. Positive effects of essential phospholipids and improvement of life style in patients with toxic liver injury. Bratisl Lek Listy 1998;99:75-81.

Epatite

L'epatite è un'infiammazione del fegato in seguito a un virus. Questa può verificarsi in forma acuta o cronica. Vi sono numerosi virus che possono causare un'epatite e la gravità della malattia dipende dal tipo di virus. Il virus penetra nelle cellule per riprodursi e ne sfrutta le risorse. In questo modo danneggia le cellule e le distrugge. La fosfatidilcolina può aiutare le cellule indebolite senza uccidere il virus (compito svolto da medicinali come l'interferone), ma permette di diminuire i sintomi associati alla presenza del virus.

In uno studio clinico, 176 persone affette da epatite B o C cronica sono state trattate con interferone alpha (trattamento base per determinate epatiti), e dopo 24 settimane del medesimo trattamento, con 1800mg di fosfatidilcolina al giorno per 24 settimane. I pazienti che avevano seguito un trattamento a base di fosfatidilcolina mostravano condizioni significativamente migliori e reagivano meglio all'interferone: 41% dei pazienti sottoposti a fosfatidilcolina mostravano una risposta prolungata rispetto al 15% del gruppo di controllo.

* Niederau, C, G Strohmeyer, T Heintges, K Peter, and E Göpfert. 1998. “Polyunsaturated Phosphatidyl-Choline and Interferon Alpha for Treatment of Chronic Hepatitis B and C: A Multi-Center, Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Trial. Leich Study Group.” Hepato-Gastroenterology 45 (21) (January 6): 797–804.