Problemi al fegato: capire per meglio agire

Le origini delle malattie epatiche

Il fegato è sottoposto a numerosi attacchi esterni: alcol, alimentazione ricca di grassi, sostanze tossiche e pesticidi, ecc. Ciascuna di queste cause segue un suo processo metabolico, viene trasformata e infine danneggia il fegato. Questo può portare ad un'infiammazione e una distruzione delle cellule epatiche (note anche come epatociti).

In seguito ad attacchi esterni il fegato sviluppa patologie quali la steatosi (alcolica o non alcolica) o l'epatite (infiammazione del fegato) che degenerano in altre patologie più gravi come la cirrosi. Quest'ultima può infine degenerare in un epatocarcinoma, un tumore del fegato.

Inizialmente, una steatosi (abnorme aumento di grassi nel fegato) o un'epatite possono essere sintomatiche o asintomatiche. Si parla di epatite asintomatica quando non vi sono sogni esterni visibili dell'attacco come un edema o l'itterizia. I sintomi sono vari, dal senso di fatica alla mancanza di appetito, ecc. Per questo gli esami del sangue sono importanti: un prelievo di sangue permette di vedere se gli enzimi AST e ALT sono elevati, che è indice di malattie del fegato. (Per maggiori informazioni sugli esami del sangue cliccate qui ).
La cirrosi, invece, non può passare inosservata (dolore, itterizia, ecc).

In Francia si contano circa 700'000 casi di cirrosi epatica (malattia del fegato causata dall'abuso di alcol e/o da un'alimentazione grassa), che causa annualmente tra i 10'000 e i 15'000 decessi. (Fonte Inserm [1])

Malattie Origine Incidenza
NASH Alimentazione troppo ricca 25%
Epatite alcolica Alcol 20%*
Epatite tossica Medicinali/pesticidi <1%

Le cause dei problemi al fegato

L'abuso di alcol

Quando si ingerisce dell'alcol, questo finisce rapidamente nel sangue e, in seguito, prosegue verso il fegato, dove sarà eliminato in due fasi.

L'alcol sarà trasformato in acetaldeide ad opera dell'enzima alcol deidrogenasi. L'acetaldeide è particolarmente nocivo poiché degrada le membrane cellulari. Deve essere trasformato in acetil-coenzima A (molecola fondamentale per la sintesi degli acidi grassi e del colesterolo), ma questa trasformazione è meno rapida e meno efficace della prima, che lascia quindi all'acetaldeide tutto il tempo per danneggiare il fegato. Questo avviene grazie all'interazione dei radicali liberi: molecole molto reattive che creano una serie di attacchi esterni su altre molecole per distruggerle.

Durante l'eliminazione dell'acetaldeide, una parte di questa è trasformata in grasso. Questo grasso può giungere sotto forma di piccole gocce nel fegato: così comincia la steatosi alcolica.

L'epatite alcolica è un'ulteriore complicazione che sopraggiunge nel 20% delle persone alcolizzate. Si tratta di un'infiammazione del fegato, il sistema immunitario attacca gli epatociti poiché questi ultimi hanno una composizione diversa rispetto alle condizioni normali. L'alterazione è dovuta all'abnorme aumento di grassi.

Queste due malattie sono tuttavia reversibili, ma la fase successiva - la cirrosi - non lo è più. In caso di cirrosi, il tessuto normale del fegato sarà trasformato in tessuto fibroso tramite un processo chiamato fibrosi. L'alterazione del fegato causata da una cirrosi è irreversibile e può evolvere o stabilizzarsi, ma in nessun caso scomparire. Poco a poco, il fegato cesserà di svolgere le sue funzioni di filtro e di secrezione, generando un'itterizia, problemi di coagulazione, la comparsa di varici che possono provocare emorragie digestive.
La cirrosi è una predisposizione allo sviluppo di un tumore primitivo del fegato.

L'esposizione a sostanze tossiche, chimiche e ai pesticidi

Il fegato è inoltre sottoposto ad attacchi esterni a opera di sostanze tossiche pericolose come metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio, arsenico, nichel e alluminio) che si ritrovano nell'aria, nel cibo, nel fumo di sigaretta e in numerosi oggetti della vita quotidiana.

Dal momento che il fegato filtra il sangue, esso entra in contatto con tutti i prodotti tossici assimilati dal nostro organismo. I pesticidi e altri sostanze tossiche provocano sul fegato delle modificazioni cellulari e molecolari importanti. Questo provoca la morte cellulare, con un conseguente riversamento di enzimi come le transaminasi (ASAT e ALAT) e gamma GT direttamente nel sangue.

Inoltre, le sostanze tossiche hanno spesso delle proprietà ossidanti, che favoriscono la necrosi e l'infiammazione e predispongono le cellule all'installazione di un tumore.

Gli agenti inquinanti sarebbero all'origine del 10% delle insufficienze epatiche acute e del 5% dei casi di ittero [2].

Medicinali

Alcuni medicinali sono particolarmente pesanti per il fegato e il rischio è pertanto più elevato se il paziente è già affetto da un'epatite virale (vedere di seguito). Al momento dell'assunzione di determinati medicinali si incorre a un'intossicazione diretta che dipende dall'assunzione, dalla dose e dalla loro eliminazione. Un'intossicazione diretta danneggia il fegato fin dalla prima assunzione, e ne è un esempio il sovradosaggio di paracetamolo. Anche fattori individuali possono aumentare tale rischio (reazione allergica, mutazione genetica degli enzimi che eliminano i medicinali).

Un'intossicazione può sopraggiungere anche in seguito a un uso regolare di un medicinale. Quelli contro la tubercolosi e l'HIV risultano pesanti al fegato, ma anche il metotrexato può danneggiarlo. In generale in questi casi occorre assumere il medicinale per un periodo prima di vedere sopraggiungere l'intossicazione e questa non sarà chiaramente visibile.

Alimentazione troppo ricca

Il consumo regolare di cibo troppo ricco di grassi e zuccheri comporta perturbazioni biologiche epatiche.

Un eccessivo apporto di zuccheri rapidi (dolci, dolciumi), ingeriti in modo eccessivo, può innescare una metabolizzazione di questi zuccheri in trigliceridi da parte del fegato così come un aumento del colesterolo cattivo. Quando la quantità ingerita supera la quantità che il fegato può gestire, compare la steatosi, in questo caso una steatosi non alcolica o NASH "Non Alcoolic Steato Hepatitis" (o steatoepatite non alcolica). Quest'ultima è caratterizzata da un accumulo di grassi nelle cellule del fegato, che rendono il fegato più vulnerabile alle aggressioni esterne. Disturbi addominali, senso di fatica e di malessere sono talvolta presenti.

Virus

Le cellule del fegato possono essere danneggiate e debilitate da un virus. Quando è presente infiammazione, si parla di "epatite". Se è causata da un virus, si tratta quindi di epatite virale. Vi sono diversi tipi di virus: A, B, C, D, o E danno il loro nome al tipo di epatite. Vi sono anche degli attacchi virali dovuti al Citomegalovirus o al virus Epstein-Barr. Il virus penetra nelle cellule per riprodursi e ne sfrutta le risorse a tal fine. Questo comporta inoltre la morte delle cellule. Inoltre il sistema immunitario reagisce alla presenza del virus e attacca le cellule. Tutto questo comporta la morte delle cellule.

Una stessa conseguenza

Indipendentemente dal tipo di attacco esterno al fegato, si avrà sempre la stessa conseguenza: la distruzione delle cellule epatiche (chiamata anche citolisi). Al livello della parete cellulare epatica si trovano numerosi enzimi tra cui la gamma GT, la fosfatasi alcalina e la 5'-nucleotidasi. La lisi (o distruzioni) della parete della cellula riverserà nel sangue questi enzimi, come quelli contenuti nel citosol quali le transaminasi (ALAT e ASAT).

Tenere sotto controllo il livello di questi enzimi nel sangue permette di conoscere la salute delle pareti cellulari. (Vedere la pagina "Capire")

Riferimenti

[1] Dossier realizzato in collaborazione con Richard Moreau, responsabile dell'equipe «Complicazioni dovute alla cirrosi», dell'unità di ricerca INSERM 773, Centro di ricerca biomedica Bichat-Beaujon CRB3, Ospedale Beaujon, Clichy e Facoltà di Medicina Xavier Bichat, Università Diderot Paris 7 - Novembre 2012.

[2] Fegato tossico: Meccanismi di lesione e di terapia farmacologica specifici Toxic hepatitis: Mechanisms of toxicity and specific harmacological agents B. Mégarbane∗, N. Deye, F. Baud



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